Illustrazione di Camilla Furini

Sento le braccia del sole

di Andrea Annibaletti

Berlino
È tutto una convivenza fredda.
Un abbraccio distaccato tra uffici vuoti illuminati e finte antichità
Che d’antico avevano solo il richiamo.
Ovunque io mi giri
Vedo contorni intransigenti
Sulla rigidità del ritmo.
Non ci sono ripensamenti.
O concessioni a curve divergenti.

Il sole
Sento le braccia del sole
Sollevare il mio corpo
Martoriato da proiettili esplosi riflessivi.
Attimo e solidarietà
Mi abbraccia la solidarietà dell’attimo.
Molti di loro non pretendono.
Rimangono silenti come gli oggetti.

Insurrezioni
Tranquille insurrezioni tra le vie della mia mente.
I miei pensieri insorgono pacati,
reclamando un’importanza ora vacillante.
Osteggiati dalla percezione del mondo
E della sua impassibilità verso di noi.
“Allora chi ci può salvare” chiedono a gran bassa voce
“dall’appellativo di inutili echi rimbalzanti, mai fuoriuscenti?!”
Reclamano un’importanza che prima avevano,
troneggianti nell’inconsapevolezza.
Ma se tocchi la tua testa, è solo per grattarla.

Nuovi paesaggi vicini
Ancora nuovi scorci,
nuove vedute nel paese del corpo mio.
Ecco che mi sorprendo a vedere un paesaggio di pelle e peli
Mai visto.
Mi sto torcendo su me stesso per smascherare ignoranza.
Stanotte vidi la pianura a lato del naso.
Quest’estate i germogli sotto le ascelle,
frutto della semina d’inizio vita.
Dopo diciotto anni
Non conosco il mio paese.

Di Andrea Annibaletti

Amante del cervello e dei film labirintici. In quanto a scrittura, Baricco una spanna sopra gli altri. Provo a scrivere poesie.

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