Un sondaggio tra i docenti delle classi quinte completa la nostra ricerca sulla maturità, iniziata con l’indagine tra gli studenti del Fermi
di Janiss Zanoni
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La commissione d’esame è formata da 7 professori, tra cui un presidente, 3 docenti interni all’istituto e 3 esterni. La buona riuscita di un esame dipende sia dalla preparazione ricevuta sia dall’impegno del singolo studente.
Anche se molti studenti non se ne rendono conto, i professori ci osservano e ci conoscono: infatti riescono a capire benissimo i nostri stati d’animo. Percepiscono le nostre ansie e le nostre paure senza sminuirle. Tale dato è emerso dal primo quesito che abbiamo posto ai docenti del Fermi, impegnati quest’anno nell’insegnamento della loro disciplina in almeno una quinta dell’istituto. Ben 70 hanno risposto al nostro appello.
Di fronte alle diverse emozioni suscitate dall’attesa della prova, circa 35 professori ritengono che i livelli di ansia e paura non siano per nulla eccessivi. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, la metà dei docenti pensa che sia ancora poca nei ragazzi, ma l’altra metà ritiene che una certa sensazione di insicurezza sia normale a questo punto dell’anno scolastico. Sicuramente non mancano felicità ed eccitazione: sono 30 i professori che hanno notato questi stati d’animo nei loro studenti.
Abbiamo poi chiesto ai docenti come i loro studenti stiano affrontando la preparazione all’esame di maturità. Il 30% dei professori ritiene che diversi ragazzi non lo stiano affrontando con sufficiente serietà e impegno. Insomma, come sempre ci saranno studenti che ridurranno la loro preparazione all’ultima fase dell’anno scolastico.
Alla domanda sul tipo di metodologia adottata per preparare i propri studenti all’esame, la metà dei docenti ha affermato di proporre collegamenti interdisciplinari e di svolgere esercizi simili a quelli che potrebbero presentarsi nella prova, mentre un terzo si concentra sullo svolgimento di tutto il programma che potrebbe essere oggetto di verifica, lavorando soprattutto sul metodo di studio, talvolta su mappe concettuali e su esercizi per padroneggiare il lessico specifico.
Per concludere l’indagine, abbiamo chiesto ai professori 3 consigli per i maturandi. Sicuramente uno studio costante e una particolare attenzione durante le ore di lezione sono buoni punti di partenza, ma non bastano. Ecco dunque alcuni consigli emersi dal sondaggio.
“Pensate all’esame orale come ad una chiacchierata tra amici su temi culturali” – Lo stress eccessivo è controproducente, quindi per affrontare al meglio la prova è bene rilassarsi, confrontandosi anche con amici che hanno già svolto la prova e che possono raccontare le loro esperienze. “Non isolatevi durante la preparazione” – scrive un prof. – “mantenete i contatti con i vostri compagni”: aiutare un compagno durante la preparazione è un aiuto bilaterale, funzionale a divenire consapevoli delle proprie mancanze, così da poterle compensare.
Arricchire i momenti prima dell’esame con attività di svago, tra cui letture, sport o uscite con gli amici, sarà sicuramente funzionale ad uno studio più tranquillo e più piacevole.
“Bisogna sganciare il sapere da un studio ripetitivo e per compartimenti stagni” – Un altro dei consigli più “gettonati” è l’utilizzo delle mappe concettuali per facilitare lo sviluppo ragionato dei collegamenti interdisciplinari, avvalendosi di immagini. Elaborare le conoscenze e farle proprie è ancora più importante: “Valorizza te stesso mettendoti alla prova argomentando in maniera critica” – è l’invito di un altro prof. – “sganciando il sapere da un studio ripetitivo”: all’esame orale è fondamentale riuscire a esprimere la propria personalità e le proprie competenze senza paure e senza limitarsi a ripetere conoscenze acquisite.
Ringraziamo i professori che hanno partecipato al sondaggio!