Ed ho fatto un sogno

ero morto nel letto, nella notte, nel sonno

mi sentivo leggero, in un altro mondo

lì ma non lì, spettatore di chi mi stava aspettando per la colazione

ed ero in un mondo

che, forse, non era neanche il nostro

era più colorato, tanto da far risultare più pallido il mio viso

e, sguardo dopo sguardo, leggevo nei suoi occhi tutte le sue scelte

con lo stacanovismo

non ho trovato ciò a cui ambivo, non è servito

con il proibizionismo

non ho tolto il vizio

divenne mio amico

anche se effettivamente non lo sopporto

e davo la colpa al resto, ma nessuno era incolpabile

solo io mi ero tradito

sono uscito di casa

così com’ero, ancora in pigiama

lo stesso che mia mamma mi ha sempre detto che mi avrebbe buttato

perché vecchio e sgualcito

e la piazza era vuota, silenziosa

lascia spazio ai miei non più umani sensi,

lascia spazio ai pensieri

mentre guardavo dentro il mio riflesso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *