Una lezione fuori dagli schemi
L’Istituto Tecnico “Enrico Fermi” di Mantova ha recentemente ospitato un’iniziativa che ha saputo coniugare innovazione didattica e passione giovanile, dimostrando come linguaggi apparentemente distanti possano in realtà dialogare fruttuosamente. Parliamo del laboratorio sull’Hip Hop e il Freestyle, organizzato da un gruppo di cinque ragazzi dell’Alto Mantovano.
L’obiettivo del progetto era semplice ma ambizioso: avvicinare gli studenti alla poesia, non attraverso i canoni classici, ma utilizzando un linguaggio a loro estremamente vicino e fruibile: la musica Rap. Un modo per dimostrare che la scrittura in rima e il ritmo sono forme espressive attuali, dirette e incredibilmente potenti.
Le 5 colonne della cultura Hip Hop
Il laboratorio è stato strutturato in tre momenti chiave, pensati per coinvolgere e stimolare la creatività dei partecipanti.
Inizialmente, i ragazzi sono stati immersi nella storia e nella cultura Hip Hop. Si è partiti dalle radici, dalla sua nascita e dal suo sviluppo, fino ad analizzare le “cinque arti” su cui si fonda questa cultura: DJing, MCing (il Rap), Graffiti Writing, B-boying (Breakdance) e il Beatboxing. Questa introduzione ha fornito agli studenti la consapevolezza che l’Hip Hop è molto più di un genere musicale: è un movimento culturale e sociale.
La sfida della rima: troviamo il flow
Dopo aver gettato le basi culturali, è arrivato il momento di mettere alla prova la creatività individuale. Ai partecipanti è stato chiesto di prendere in mano il quaderno e di cimentarsi nella stesura di qualche rima. Questo esercizio pratico è stato fondamentale per “stuzzicare” il loro estro e farli familiarizzare con le tecniche basilari del Rap. L’entusiasmo e la partecipazione dimostrata in questa fase hanno confermato il successo dell’approccio, con i ragazzi visibilmente divertiti e stimolati.
Il culmine: l’arte dell’improvvisazione
A conclusione del laboratorio, i promotori hanno dato una dimostrazione dell’arte del Freestyle. Improvvisando su una strumentale ritmata, hanno intrattenuto i ragazzi, mostrando l’immediatezza e la genialità che si nascondono dietro l’improvvisazione in rima, un vero e proprio esercizio mentale e poetico in tempo reale.
I protagonisti dietro le quinte
Questo progetto è stato reso possibile grazie all’impegno e alla passione del team di ragazzi, in particolare Paolo Musto (ex studente del Fermi), Davide Vivaldini, Belmin Karahasanovic, Andrea Cappelli ed Emanuele Raiola, tutti della zona di Casaloldo, Asola e Canneto sull’Oglio.
Un ringraziamento speciale va all’Istituto Fermi e alla docente Anna Rita Delcuratolo, la cui disponibilità e sensibilità hanno permesso che il corridoio tra la scuola e una forma d’arte urbana e contemporanea come l’Hip Hop venisse aperto, offrendo agli studenti del Fermi una lezione, speriamo interessante, su come la poesia possa vestire i panni di un beat e di una rima.


