Negli ultimi anni, la tecnologia sta facendo passi da gigante: una delle realizzazioni più affascinanti è sicuramente il computer quantistico. In quest’articolo spiegherò di cosa si tratta e i motivi per cui è ritenuto “rivoluzionario”.

di Aurora Moreschi

Per immagazzinare ed elaborare le proprie informazioni, un computer tradizionale fa uso di bit ossia valori di 0 o di 1. I computer quantistici, invece, sfruttano i qubit, che possono assumere valori di 0 ed 1 contemporaneamente e le loro diverse combinazioni. Tutto ciò accade grazie al “principio di sovrapposizione”, una delle leggi fondamentali della meccanica quantistica.
L’utilizzo di questo sistema permette al dispositivo di svolgere determinate funzioni in modo più efficiente rispetto ad un elaboratore tradizionale; il computer quantistico è, infatti, in grado di eseguire calcoli in parallelo.
Questa tecnologia, consentendo di risolvere problemi complessi – che implicherebbero la necessità di elaborare numerose, possibili soluzioni in tempi brevi – potrebbe profondamente rivoluzionare molti settori. Si pensi, a tal proposito, alla gestione del traffico e dei sistemi di trasporto pubblico o alla riduzione del rischio nei grandi portafogli finanziari.

Tuttavia, nonostante i computer quantistici promettano di rivoluzionare il campo informatico, presentano ancora diverse problematiche.
I qubit sono, infatti, molto sensibili all’ambiente: una minima interferenza può causare molteplici errori di calcolo. In aggiunta, la costruzione ed il mantenimento di un computer quantistico necessitano di temperature fredde, vicine allo zero assoluto, il che rende questa innovazione estremamente costosa e difficile da gestire.
In conclusione, il software e gli algoritmi del nuovo dispositivo devono ancora essere sviluppati completamente, in modo da sfruttare al meglio il potenziale di questi computer.

Siamo ancora agli esordi di questa tipologia di studi, ma il futuro dell’informatica potrebbe essere completamente influenzato dalla quantistica. È un processo che richiede tempo, fondi e molta motivazione; magari, un giorno saremo in grado anche noi di comprendere e utilizzare questi affascinanti e nuovi dispositivi.

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