MyFermi invitato ad un incontro sui temi caldi legati ai giovani

di Christian Bellini, Arnela Blido e Riccardo Mariani

Sabato 14 marzo siamo stati invitati come redazione all’incontro Tavola Rotonda organizzato da Azione, in cui diversi relatori hanno manifestato le loro idee sull’educazione, l’istruzione e la partecipazione giovanile nella società e nelle istituzioni. L’evento si è tenuto alle 17:00 a Palazzo Soardi, in centro a Mantova.

L’incontro è stato aperto da Nicola Corradini, redattore della Gazzetta di Mantova, che ha fatto notare come i giovani siano molto attivi nei movimenti studenteschi degli ultimi anni.

Il secondo relatore, Andrea Murari, ha sottolineato la carenza di lavoratori specializzati e l’abbondanza di neet, ossia giovani che non intraprendono nessun tipo di percorso, né lavorativo né scolastico.

L’insegnante e membro del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) Francesca Zaltieri, ha aperto una riflessione sul significato di educazione, ossia la condizione in cui l’individuo non viene lasciato solo dalla società, in modo tale da affrontare un percorso personale di valorizzazione e rafforzamento. Ha poi sottolineato il ruolo della scuola, istituzione che ha lo scopo di essere espressione reale delle competenze trasversali e combattere l’apatia.

Francesca Carli, presidente di Sintesi APS, ha elencato le “cinque eliche” della società nella formazione dei giovani cittadini: la scuola, le associazioni, il mondo delle imprese, le istituzioni e la comunità educante, di cui fanno parte i genitori ma anche intere porzioni di città.

La logopedista Maria Elena Levoni, presidente dell’associazione Latoumano, ha trattato temi quali il disagio sociale, di cui soffrono circa 200.000 ragazzi, e dei cambiamenti della società tra le generazioni: dal punto di vista educativo, ha fatto notare come i genitori oggi abbiano un approccio più “bambinocentrico” all’educazione: infatti tendono ad eliminare gli ostacoli necessari per la crescita, rendendo quelli successivi insormontabili. Altri cambiamenti notevoli, da lei sottolineati, sono la globalizzazione e la digitalizzazione, ora in crescita esponenziale con l’avvento delle AI. Con questi due aspetti cambiano anche i bisogni dei giovani e le loro specificità; le nuove generazioni sono più intuitive, ma hanno meno memoria di lavoro e tempi di attenzione labili: il metodo di insegnamento, quindi, va adattato alle loro nuove caratteristiche.

Si è espresso sulla partecipazione giovanile anche il rappresentante degli studenti in Consiglio d’Istituto Riccardo Molinari, dicendo come i tempi siano cambiati ma non del tutto: nonostante il consiglio d’istituto si concentri più su aspetti burocratici, gli studenti hanno una partecipazione sempre maggiore in questi ambiti. Secondo Molinari la disciplina del diritto andrebbe essere introdotta a scuola, principalmente per combattere l’elevato numero di astenuti, che si aggira intorno al 40% del corpo elettorale, sempre mantenendo la parità di idee. Ha poi posto l’attenzione sulla necessità di insegnare ai ragazzi a difendersi dalle fake news: Le informazioni sui social stanno diventando sempre meno attendibili anche a causa dell’intelligenza artificiale.

Anche Francesco Viola, che non era fisicamente presente ma che ha voluto dare un contributo con un video, ha sostenuto che in un’epoca di cambiamenti continui e molto veloci, principalmente tecnologici, è essenziale che la scuola si adatti per insegnare agli studenti come utilizzare gli strumenti che hanno a disposizione in maniera consapevole, come i social, che possono risultare pericolosi se usati in modo inappropriato. Viola ritiene necessario implementare gli spazi di aggregazione giovanile, luoghi di confronto e di relazione autentica.

A chiudere l’evento è stata Patrizia Graziani, dirigente degli Istituti Redentore, che ha sottolineato l’urgenza di una riforma delle norme con cui si gestiscono le scuole, che hanno più di cinquant’anni. Secondo Graziani, per favorire il protagonismo studentesco bisogna dare ai giovani fiducia e spazio d’azione.

L’incontro ha dunque esposto una serie di problematiche nel mondo dell’educazione, che richiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e che devono necessariamente partire dal maggiore coinvolgimento dei ragazzi, dentro e fuori la scuola.

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