Illustrazione di Emma Baù

Il sogno, nell’antico Egitto, viene considerato come una regione tra il mondo dei vivi e quello dell’aldilà, che permette all’umano di interagire con dèi, demoni e spiriti.

Di Iulia Marasescu

La cultura egizia è molto superstiziosa, per cui molte usanze sono molto diffuse e persistono nell’intera durata della civiltà. Alcune usanze sono praticare rituali magici, consultare oracoli, invocare dèi e spiriti dei morti, credere nell’astrologia, e interpretare i sogni.

La parola che nella lingua dell’antico Egitto si usa per il “sogno” coincide con la parola utilizzata per il “risveglio”. Per gli antichi egizi quindi sognare significa essere svegli, ad occhi aperti. Infatti, sempre secondo la loro cultura, ogni individuo è costituito da tante anime, circa dodici, che rappresentano le componenti materiali ed immateriali che lo legano alla Terra e all’aldilà. Durante il sogno le componenti spirituali dell’individuo si separano dal corpo e viaggiano.

Inizialmente la visione dei sogni nella cultura egizia è negativa, infatti si pensa che durante l’uomo, durante il sogno, viene catapultato in una dimensione misteriosa e pericolosa, ed entra in contatto con spirti maligni. A questo proposito nascono talismani, offerte e preghiere utilizzati soprattutto dai soggetti più deboli come bambini e donne incinte, che allontanano le entità pericolose e garantiscono sogni sicuri. Ad esempio, il dio Bes, considerato il tutore della casa e dell’infanzia, ha anche le capacità di proteggere il sonno dagli influssi maligni ponendo una sua statua sopra le testate dei letti. In ogni caso, per chi fa un cattivo sogno, esistono formule magiche di protezione dal malocchio.

Nel Nuovo Regno la concezione del sogno cambia drasticamente, e da un luogo pericoloso e brulicante di spiriti malvagi, diventa un messaggio donato delle divinità, acquistando una funzione premonitrice. Un uomo, durante il suo viaggio onirico, può ricevere istruzioni, messaggi, consigli, conforto e guarigione dagli dèi. L’anima dell’uomo può viaggiare nei due mondi, quello dei vivi e l’aldilà, ed occasionalmente può anche recarsi sulle stelle, considerate la destinazione delle anime più elevate dopo la morte. I viaggiatori onirici durante i sogni si possono incontrare e scambiarsi informazioni, vengono avvisati su eventi futuri e ricevono insegnamenti da parte di altri spiriti.

L’interpretazione dei sogni è importantissima per la società egizia: uomini di qualsiasi estrazione sociale si recano da sacerdoti e indovini per capire il significato delle loro attività oniriche. Queste figure diventano estremamente popolari, godono di grande prestigio ed abbondanti entrate economiche, ma in caso di un’interpretazione evidentemente errata, pagano con la vita.

L’incubazione onirica è un rituale che viene sfruttato proprio in questo periodo per ottenere risposte dagli dèi a domande ben precise. A questo scopo vengono anche edificati dei santuari appositi, detti “templi dell’incubazione”. In questi luoghi i fedeli sono sottoposti a rituali di purificazione al fine di essere considerati degni di passare la notte nel tempio. Nei giorni precedenti al pernottamento, sia i fedeli che i sacerdoti devono seguire un regime alimentare molto rigido, volto a migliorare la chiarezza dei sogni ed il ricordo di essi una volta svegli, poiché col tempo si è osservato che un’alimentazione pesante peggiora la qualità del sonno, causando sogni confusi. Infine, il fedele deve dormire sopra le pelli di animali sacrificati e bruciare un pezzo di lino con il nome della divinità con cui si cerca di entrare in contatto scritto sopra di esso.

I sogni dei fedeli possono avere vari significati, sia positivi che negativi. In generale gli egizi credono nell’idea dell’opposto, ovvero le visioni oniriche presagiscono l’opposto di ciò che rappresentano: ad esempio, sognare di essere morti indica una lunga vita, mentre sognare di essere felici e in salute rappresenta un imminente problema.

L’interpretazione dei sogni è fondamentale per il faraone, che riceve importanti messaggi, ordini e presagi da parte degli dèi, per cui capire correttamente il significato dei sogni del sovrano è essenziale. Alcuni dei messaggi più comuni manifestati durante le attività oniriche dei faraoni sono previsioni sugli esiti delle guerre od ordini di costruire edifici volti alla devozione.

È interessante notare che gran parte delle culture antiche tendono a vedere il sogno come qualcosa di esterno, spirituale e divino: probabilmente è difficile pensare che qualcosa di così intricato, irrazionale ed affascinante possa provenire esclusivamente dalla mente umana in un momento di apparentemente intenso riposo come il sonno. Negli ultimi anni, tuttavia, i progressi delle neuroscienze e della psicologia hanno fatto comprendere all’uomo che la mente è estremamente più complessa di quanto si possa pensare, e soprattutto è tutt’altro che a riposo durante il sonno: il sogno tutt’oggi rimane un fenomeno estremamente intricato e ancora non del tutto chiaro.

Di Iulia Marasescu

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