Illustrazione di Emma Bao

I Ladri Fantasma stanno davvero sistemando la società o stanno complicando le cose? È veramente giusto quello che fanno? Il gioco Persona 5 ci stimola a interrogarci

di Riccardo Mariani

In questi anni siamo e siamo stati testimoni di atti orribili e comportamenti immorali da parte di multinazionali e personaggi potenti, che spesso però sono rimasti impuniti: pensiamo per esempio al caso Epstein, l’orribile scandalo riguardo abusi sessuali e pedofilia che ha coinvolto diversi politici e figure centrali nell’amministrazione di società importanti, nessuno dei quali però per ora è stato incarcerato, a parte Epstein. Siamo tutti stanchi di questa situazione, vorremo poter far qualcosa ma non possiamo farlo, con la conseguenza che ci sentiamo impotenti.

E se invece una possibilità ce l’avessimo? Se ad un certo punto ottenessimo una qualche abilità che ci permette di dare la giusta punizione a queste persone, tenteremmo di cambiare la situazione sfruttandole? E se questo potere venisse considerato illegale o immorale dal sistema, perseguiremmo comunque il nostro scopo? Come ci giudicherebbe la società?

Parliamo quindi del gioco che rappresenta perfettamente questo pensiero: Persona 5.

Siamo in Giappone, ai giorni nostri: il protagonista, un giovane (nome canonico Ren Amamiya, ma rinominabile dal giocatore), dopo aver difeso una donna da una violenza, si ritrova la fedina penale segnata per aver ferito il violentatore, un uomo potente, con legami nella polizia. Il giovane viene costretto a trascorrere un anno in libertà vigilata. Il primo giorno di scuola, insieme ad un altro studente, tale Ryuji Sakamoto, sulla strada per la scuola si ritrova in un castello e viene catturato. Il re di questo castello è Suguru Kamoshida, l’insegnante di motoria che abusa dei suoi studenti. Nella prigione del castello, i vestiti del protagonista cambiano e appare una maschera sul suo viso: togliendosela risveglia la sua Persona, ossia il suo spirito di ribellione, Arséne, grazie al quale sconfigge le guardie. Per mezzo di Morgana, uno strano essere a forma di gatto che li aiuta a scappare, scoprono che quello in cui sono capitati è un Palazzo, un luogo cognitivo che si origina dai desideri distorti di un individuo.

La dimensione metafisica in cui si trovano i palazzi si chiama Metaverso, ed è accessibile tramite un’app che il protagonista si è ritrovato sul cellulare il giorno del suo arrivo e che ha provato a cancellare, senza successo. Morgana spiega che l’origine dei desideri distorti si chiama Tesoro: rubandolo il Palazzo verrà eliminato e il suo sovrano subirà un risveglio del cuore: si renderà conto della sua distorsione e cambierà comportamento.

I protagonisti del gioco, dunque, che col passare del tempo aumenteranno di numero, decideranno di formare un gruppo, i Ladri Fantasma di Cuori, per costituire una nuova società tramite il Metaverso ed il potere delle loro Personae. Insomma, diventeranno dei giustizieri, che vogliono ripulire la società da chi la danneggia.

L’intento dei Ladri Fantasma è chiaramente nobile, ma ciò che fanno è giusto?

Un personaggio ricorrente nel gioco è il giovane detective Goro Akechi. Akechi è un ragazzo dell’età dei protagonisti, famoso per aver risolto casi legati a breakdown psicotici, ossia degli avvenimenti durante i quali una persona perde il controllo di sé, finendo per compiere atti orribili e generare scandali. Sin dalla sua prima comparsa, Akechi si rivela molto critico verso i Ladri Fantasma: per quanto il loro operato sia lodevole, li considera criminali, in primis perché considera il risveglio del cuore un’intrusione inaccettabile; in secondo luogo, i Ladri Fantasma agiscono nell’illegalità,in quanto non si confrontano con le istituzioni. Secondo Akechi, ogni forma di giustizia deve passare dalla legge, per quanto imperfetta, mentre secondo i Ladri Fantasma, il loro intervento è fondamentale in una società in cui la legge non garantisce equità, anzi lo status sociale di chi compie dei reati condiziona il giudizio dei tribunali, provocandone l’impunità. Inoltre, spesso sono le stesse istituzioni ad essere corrotte o a necessitare di una riforma, quindi a risultare inaffidabili.

D’altro canto, però, i Ladri Fantasma costituiscono una seria minaccia per la società, in quanto agiscono senza controllo e secondo una loro morale, che finisce per cozzare con quella di un organo superiore e imparziale, capace di giudicare con giustizia ed equità.

Chi stabilisce ad esempio cosa sia giusto fare e chi dovrebbe essere “redento” attraverso un cambiamento di cuore imposto, indipendentemente dalla sua volontà? Nel gioco, il Phan-site è il luogo della rete in cui i fan dei Ladri Fantasma possono avanzare le loro richieste e votare chi dovrebbe subire un cambiamento di cuore. Si può dire quindi che i Ladri, ascoltandoli, agiscano per via democratica, in quanto orientati dal popolo? Chi ci assicura che il popolo non compia errori di valutazione? Chi ci assicura che chi si esprime sulla rete lo faccia con fini nobili, secondo alti valori morali, avendo a cuore il bene della società e con capacità di analisi critica e consapevole e di giudizio imparziale? Ma soprattutto, chi ci assicura che i Ladri ascoltino veramente il popolo, e che non agiscano di testa loro quando la loro popolarità si abbassa?

Il dilemma quindi rimane: come cambiare un sistema che non funziona? Davvero non ci resta altro che farlo fuori dalla legge? Nelson Mandela, in pieno regime di Apartheid in Sudafrica, giustificò la sua lotta per la libertà dei Neri e l’uguaglianza dei cittadini affermando che “Quando chi sta al potere ti nega la libertà, l’unica via per la libertà è il potere”. Come? A che prezzo?

I quesiti restano aperti… e voi, che ne pensate? Scrivetecelo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *