People in protective gear remove waste from the MV Hondius cruise ship after its arrival at the Port of Rotterdam, Netherlands, Monday, May 18, 2026. (AP Photo/Patrick Post)

Segnalata una serie di infezioni a bordo della nave da crociera MV Hondius, in viaggio attraverso l’Atlantico. Il responsabile è stato successivamente identificato come Hantavirus Andes, originario dell’America del Sud.

di Borlovan Vlad

Gli Hantavirus sono una famiglia di virus zoonotici (trasmessi da animali) che infettano tra 10.000 e 100.000 persone ogni anno e danno origine a malattie gravi e spesso fatali. Attaccano principalmente le cellule endoteliali (attorno ai vasi sanguigni, specialmente capillari) e hanno l’abilità di cambiare la loro permeabilità, portando in genere a perdite di liquido all’interno del corpo.

Provengono soprattutto dai roditori e vengono trasmessi agli umani tramite feci, saliva, morsi o graffi. Un tratto distintivo degli Hantavirus è la difficoltà nella trasmissione umana: tra tutte le specie note, la variante Andes è l’unica che comporta contagio da uomo a uomo ed è comunque necessario un contatto stretto e prolungato. Per questo, secondo l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), la probabilità di una pandemia estesa è molto bassa, soprattutto in Europa, dove sono assenti le specie di roditori che fanno da serbatoio naturale al virus.

Gli Hantavirus causano due tipologie di malattie: la diversità dipende dalla loro provenienza. Quelli originari delle Americhe (tra cui l’Hantavirus Andes che è stato identificato sulla crociera) causano la sindrome polmonare da Hantavirus (HPS), che si manifesta a 1/8 settimane dall’infezione con sintomi simili a quelli dell’influenza. Dopo circa 10 giorni, sintomi quali tosse, affanno, fluido nei polmoni hanno un’impennata e la malattia arriva potenzialmente ad un tasso di mortalità del 50%.

Gli Hantavirus originari dell’Europa e dell’Asia, invece, causano la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS): i sintomi, che appaiono fino a due settimane dall’infezione, hanno effetto su sangue e reni. Successivamente, si arriva anche a shock, collasso renale, pressione sanguigna bassa e sanguinamento all’interno del corpo. Il tasso di mortalità della HFRS è molto più basso ed è compreso tra l’1% e il 15% in base alla specie di hantavirus.

L’Hantavirus Andes è la specie a cui è stato attribuito il focolaio sulla nave da crociera MV Hondius. Identificato per la prima volta in Argentina nel 1995, prende il nome dalla catena montuosa delle Ande (Andes in inglese) e si ipotizza che il primo caso si sia verificato nel 1993. È l’unica specie di Hantavirus che si trasmette tra umani: per quanto il potenziale sia basso, può dar luogo, quindi, a un’epidemia.

Non esiste un trattamento specifico per l’infezione, quindi ci si limita a contenere i sintomi per favorire la sopravvivenza e il recupero del paziente. Per proteggersi si possono adottare le misure generiche anticontagio che abbiamo giù usato al tempo del COVID-19, assieme a provvedimenti igienico-sanitari contro l’infestazione da roditori. Fortunatamente, i dati di cui disponiamo al momento non suggeriscono l’esistenza di soggetti asintomatici: tuttavia, il fatto che i sintomi iniziali siano simili a quelli dell’influenza non aiuta a diagnosticare tempestivamente ogni caso.

Dopo la pandemia del 2020, che si è diffusa in modo incontrollato e ci ha bloccati per mesi nelle nostre case, sentire di un nuovo virus procura una certa ansia, soprattutto per l’assenza di protocolli specifici e la gravità della sintomatologia.

Conforta il fatto che nella comunità scientifica è condivisa l’opinione secondo la quale una diffusione estesa di un virus così poco infettivo risulta improbabile e che le misure di base di protezione personale apprese durante la pandemia da coronavirus dovrebbero bastare e avanzare per essere al sicuro. In ogni caso, se si avvertono sintomi simili a quelli di un raffreddore e si sospetta di aver avuto contatto recente con dei roditori, è consigliabile consultare un medico.

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