Perché è importante parlarne a scuola

di Arnela Blido

Il giorno giovedì 16 ottobre 2025 in commissione Cultura della Camera è stato approvato un emendamento al DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, presentato dalla Lega, che vieta a “figure esterne” e “attivisti ideologizzati” di svolgere attività didattiche riguardanti l’educazione sessuo-affettiva anche nelle scuole secondarie di primo grado. In quelle primarie il divieto era già in atto, mentre nelle scuole secondarie di II grado è ora necessario il consenso informato dei genitori; il tema può essere affrontato solo da un punto di vista biologico e riproduttivo.

L’educazione affettiva e sessuale è un argomento sempre più discusso nel contesto scolastico e sociale, poiché tocca aspetti fondamentali della crescita degli adolescenti come la conoscenza del proprio corpo, il rispetto per sé stessi e per gli altri e la consapevolezza delle proprie emozioni in un contesto relazionale. Mentre in Italia il dibattito è ancora aperto, in molti paesi europei questo tipo di educazione è già obbligatoria.

L’introduzione nel programma scolastico di queste tematiche ha l’obiettivo di fornire agli studenti strumenti per affrontare in modo sano e consapevole le relazioni affettive e sessuali ma anche di prevenire fenomeni come la violenza, il bullismo e le dinamiche tossiche di controllo nel legame affettivo. Eppure una parte del mondo civile e politico teme che queste tematiche possano essere strumentalizzate e possano influenzare negativamente le scelte personali di bambini e bambine, preadolescenti e adolescenti.

AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ: PERCHÉ È IMPORTANTE PARLARNE A SCUOLA.

Affettività e sessualità sono due aspetti fondamentali della vita di ogni persona e, proprio per questo, è importante affrontarli anche in ambito scolastico.

La sessualità non riguarda solo il corpo e i rapporti sessuali, è molto di più: riguarda l’identità, le emozioni, i desideri, la relazione con gli altri e il rispetto verso sé stessi.

L’affettività, invece, comprende tutto ciò che riguarda i sentimenti, l’empatia, i legami affettivi e la capacità di comunicare in modo rispettoso con le persone che ci circondano. Crescere con una corretta educazione affettiva significa saper costruire relazioni sane, riconoscere le emozioni proprie e altrui e sviluppare una maggiore consapevolezza di sé.

In quali altri contesti se non a scuola i giovani possono ottenere risposte ed essere aiutati in un cammino di crescita da personale esperto e specializzato? Non parlarne a scuola significa nella maggior parte dei casi lasciare soli i giovani nella ricerca di informazioni che finiscono per essere frammentarie, a volte errate, trovate per lo più sui social o tramite fonti non affidabili.

Nei curricoli scolastici dei Paesi europei in cui l’educazione affettiva è stata introdotta, tra cui SveziaPaesi BassiGermaniaFrancia, Danimarca, Finlandia, Austria, la  sessualità è trattata in modo scientifico, rispettoso e inclusivo. Si parla di anatomia e prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili, di identità di genere e orientamento sessuale, di consenso nell’ambito delle relazioni affettive sane e di comunicazione non violenta. Questi argomenti aiutano i giovani a costruire un rapporto più sereno con il proprio corpo e con la propria affettività, abbattendo pregiudizi e stereotipi.

L’educazione affettiva consapevole promuove il benessere emotivo, la libertà di scelta e l’autonomia personale. I ragazzi imparano a riconoscere ciò che li fa stare bene, ad accettare le diversità e a rispettare ogni forma d’amore e relazione. Questo è fondamentale in un’epoca in cui molte situazioni di disagio giovanile nascono dalla mancanza di ascolto, comprensione o educazione emotiva, nonché da paure ed insicurezze rispetto al proprio sé.

Lo sa bene anche Save the children, la più famosa organizzazione vicina ai bambini e alle bambine, che ha realizzato progetti di educazione sessuale nelle scuole all’interno dell’iniziativa Fuoriclasse in Movimento e lo sanno pure l’Unesco e l’OMS, che da anni promuovono i programmi di Comprehensive Sexual Education (CSE), per combattere violenza di genere e cyberbullismo.

Nel corso dell’anno scolastico scorso ho avuto l’opportunità di partecipare a diverse lezioni sull’affettività e la sessualità, tenute da esperte del settore. Durante questi incontri abbiamo affrontato temi importanti come il consenso, la prima esperienza sessuale, le emozioni; questi confronti mi hanno aiutata a riflettere su me stessa, sulle relazioni che instauro e sul rispetto dell’altro.

Altri miei compagni hanno avuto opportunità simili e tutti abbiamo concordato sul fatto che è stato uno dei momenti più formativi e significativi che abbiamo sperimentato nel corso del nostro percorso scolastico: poter porre domande a persone preparate, affidabili e con esperienza e ricevere da loro risposte chiarificatrici e complete, ci ha infuso sicurezza e rassicurati nel rapporto con gli altri. Negarci quest’opportunità è sottrarci parte di quegli strumenti necessari per la nostra crescita sana ed equilibrata.

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