Siamo ancora in grado di distinguere tra l’IA e l’umano? L’UniverMantova propone al sottoportico dei Lattonai un’attività partecipata per indovinare se la canzone è generata dall’intelligenza artificiale o cantata da una persona.
di Nouha Karmouch
L’attività proposta, apparentemente un semplice quiz, nasconde un’iniziativa più profonda. Mamed, un ragazzo di 21 anni al terzo anno dell’UniverMantova, ci aiuta a comprendere: il ruolo dei traduttori non è sostituibile dall’intelligenza artificiale, non perché essa sia incapace di compiere tale lavoro, ma perché non è in grado di comprendere situazioni ed emozioni. L’esempio emblematico sono proprio le canzoni, protagoniste dell’attività: l’AI è capace di tradurre letteralmente, ma spesso non riesce a trasmettere le emozioni che chi scrive vuole trasmettere. Le canzoni, e soprattutto le emozioni che esse contengono, uniscono culture e tempi diversi, e sono comprensibili solo dagli esseri umani. Ovviamente, questo non vuol dire che l’AI non possa essere utile. L’università infatti propone l’intelligenza artificiale come supporto al lavoro del traduttore.









