Il festival per la divulgazione alimentare, ambientale e scientifica è tornato a Mantova
Di Riccardo Mariani
I giorni 15, 16 e 17 maggio a Mantova si è tenuta la 10ª edizione del Food&Science festival, evento che da 10 anni punta a raccontare e a diffondere ciò che riguarda il mondo dell’alimentazione, dell’agricoltura e dell’allevamento. Marco Negrisoli, consigliere del sindacato Confagricoltura Mantova, che promuove l’evento, ci spiega che lo scopo del festival è principalmente informativo: ci sono tanti pregiudizi e fake news che circondano il mondo della produzione alimentare, e lo scopo principale del festival è di rendere nota la verità riguardo questi argomenti. Al festival sono presenti più di 140 eventi divisi nel corso dei 3 giorni, a cui partecipano principalmente divulgatori e professori universitari. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Traiettorie”, ossia la scoperta dei percorsi che ci hanno portato dove siamo adesso e quelli futuri che possiamo intraprendere. I 10 filoni tematici sono:
Traiettorie Genetiche, che tratta dell’editing genomico degli organismi, Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) e miglioramento varietale;
Traiettorie Tecnologiche, che tratta della tecnologizzazione delle filiere, intelligenza artificiale, IoT, robotica e automazione;
Traiettorie Ecologiche, che tratta di cambiamento climatico, suolo, paesaggio, agricoltura rigenerativa e carbon farming;
Traiettorie di Salute, che tratta di nutrizione, alimentazione funzionale, sicurezza alimentare, prevenzione e nutrizione sportiva;
Traiettorie Strategiche, che tratta di accordi commerciali, normative alimentari, industria, certificazioni e Politica Agricola Comune (PAC);
Traiettorie Sociali ed Etiche, che tratta di lavoro agricolo, benessere animale, innovazione sociale, etica e sprechi e gender gap;
Traiettorie Culturali, che tratta di storia dell’agricoltura, tradizioni ed identità, filosofia dell’alimentazione, comunicazione scientifica e rapporto tra scienza e società;
Traiettorie Percettive, che tratta di psicologia del consumo, percezione alimentare, gusto, chimica del sapore e neuromarketing;
Traiettorie Performative, che tratta di estetica, performance, spettacoli, musica, stand-up, teatro e collaborazione tra arte, scienza e gastronomia;
Traiettorie Esplorative, che tratta di tecnologie emergenti, carne coltivata, biotecnologie, scenari futuri, ambienti estremi e miglioramento genetico animale.
A titolo esemplificativo, vediamo nel dettaglio due eventi, entrambi tenutisi sabato 16.
Il tempo che cambia. Come l’agricoltura si adatta a un clima che non è più lo stesso.
Relatori: Serena Giacomin e Claudio Cassardo – tenutosi alle 14:30 in Piazza Sordello.
In questo evento si è parlato di cambiamento climatico e di come l’agricoltura potrebbe esserne affetta. Serena Giacomin, metereologa, fisica e climatologa, e Claudio Cassardo, climatologo, fisico e docente universitario, hanno spiegato che l’agricoltura in parte subisce e contribuisce al cambiamento climatico. Hanno spiegato come i cambiamenti nel mondo non avvengano in maniera uniforme, citando l’Europa centrale come esempio di zona che si riscalda più velocemente e del cosiddetto cold blob, un’area anomala a sud della Groenlandia come esempio di area che si sta raffreddando, e di come il problema non sia tanto il riscaldamento quanto l’estremizzazione del clima, spiegando per esempio gli effetti devastanti che può avere un’interruzione della Corrente del Golfo.
La produzione agricola è influenzata principalmente da due fattori climatici: la temperatura e le precipitazioni. Per quanto le piante in genere producano di più a temperature più alte, con un aumento della temperatura si ha una diminuzione di precipitazioni, anch’esse fondamentali per la produzione. L’aumento di temperatura inoltre sposta l’altitudine ideale per le piante, che faticano ad arrivarci e quando ci arrivano devono contendersi il minor spazio con le specie già presenti in precedenza. Si è infine discusso delle catastrofi climatiche che un’estremizzazione può portare, come ad esempio la siccità del 2022 o le tempeste in meridione, e dell’importanza delle previsioni climatiche per capire a cosa stiamo andando incontro.
Scienza in campo. Innovazione agronomica tra molecole e algoritmi.
Relatori: Elena Baraldi e Matteo Matteucci – tenutosi alle 16:15 alla Loggia del Grano.
In questo evento si è trattato della digitalizzazione e tecnologizzazione degli ambienti agricoli e dell’integrazione di questi sistemi con la chimica. I relatori sono stati Elena Baraldi, docente all’università di Bologna al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari e patologa vegetale, e Matteo Matteucci, docente al Politecnico di Milano al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria. Si è parlato innanzitutto dell’importanza dei prodotti naturali nell’agricoltura, che sarebbero in grado di sostituire farmaci chimici. Come esempi sono stati presi in considerazione l’RNA, la cui applicazione però è ancora molto limitata, e gli organismi antagonisti di quelli infettivi delle piante (insetti, funghi, batteri, ecc…). Successivamente si è trattato dell’applicazione di tecnologie e IA nell’agricoltura come i droni e altre tecnologie di tracciamento dei passaggi produttivi come la blockchain, trattando anche temi come agricoltura di precisione e la sua convenienza economica, il contrasto etico riguardo alla sostituzione dei lavori e l’accettazione delle nuove tecnologie da parte del pubblico. Come ultima cosa si è parlato dell’importanza dello studio dell’informatica che, soprattutto in questi tempi, ci aiuta a capire il funzionamento delle nuove tecnologie e a comprenderne i limiti.
Le opposizioni a questo evento
Dal 2024, al festival si è contrapposto un collettivo antispecista chiamato “No Food No Science”, che ogni anno manifesta contro eventi come questo. Questo collettivo è molto critico dell’evento sia per ciò che secondo loro vuole promuovere, ossia una concezione di allevamento imprescindibile dalla zootecnia intensiva, sia per i suoi sostenitori, tra cui Levoni. Tra il 16 ed il 17 maggio, due attiviste del collettivo sono state fermate dalla Digos mentre erano a fare colazione in un bar, dopodiché sono state portate in questura e perquisite, per poi ricevere delle multe. Quest’anno gli era stato assegnato un luogo periferico per la loro manifestazione, cosa che può essere vista come tentativo di silenziamento. Nonostante il gruppo abbia la fama di interrompere e disturbare eventi, è davvero giusto prelevare due manifestanti e punirli per una manifestazione che non si è neanche svolta? C’è il rischio che il diritto al dissenso venga mano a mano soppresso?

