Un gioco diventato immortale

di Andrea Ferrari

GENERE: Action RPG
SVILUPPATORE: Bethesda Game Studios
EDITORE: Bethesda Softworks
PIATTAFORME: PlayStation 3/4/5, Xbox One/series X/S, Nintendo Switch, Windows
DATA DI USCITA: 11 novembre 2011

E ancora oggi ci troviamo a parlare di The Elder Scrolls V: Skyrim; uscito nel lontano novembre 2011, ad oggi considerato uno dei migliori giochi di ruolo di tutti i tempi, nonché uno dei più famosi videogiochi del terzo millennio. Ma vale la pena giocarlo dopo 11 anni dal rilascio? Di recente l’ho ripreso in mano e sono qui per dirvi la mia.


Il gioco

La trama del titolo racconta della regione di Skyrim, una terra innevata popolata dalla razza dei nord. Il giocatore impersona il Dragonborn, un eroe capace di sconfiggere i draghi, che dopo millenni hanno fatto ritorno a Skyrim e tormentano le sue genti. Durante il gameplay il giocatore dovrà scoprire di più riguardo la sua identità e cercare di salvare il mondo da questa nuova minaccia, scoprendone la causa.

L’avventura inizia con una scena iniziale: il protagonista è un prigioniero che sta per essere condannato a morte, quando un drago si presenta poco prima che venga giustiziato e devasta la città; grazie a ciò egli riesce a scappare ed esplorare il mondo. Questa introduzione permette al giocatore di creare il proprio personaggio sulla base di ben 10 razze e di conoscere i comandi del gioco.

Skyrim è un open world, quindi tutta la mappa è liberamente esplorabile e non è obbligatorio seguire la missione principale: infatti, il gioco è pieno di side-quest, alcune più lunghe con una propria narrazione e che offrono nuove esperienze di gameplay, alcune più corte ma pur sempre utili poiché portano al giocatore varie ricompense.

Essendo un RPG, il personaggio dovrà creare il proprio equipaggiamento man mano che prosegue nel gioco, trovando armi sempre più forti, vestendo armature sempre più resistenti, imparando incantesimi sempre più potenti e soprattutto salendo di livello. Ogni volta che si aumenta quest’ultimo, è possibile spendere dei punti abilità che possono rendere il personaggio più potente in certi campi. Il giocatore deve quindi scegliere chi diventare: un arciere, un cavaliere, un mago, un assassino… le combinazioni sono praticamente infinite!


Dovrei giocarci oppure no?

Nonostante il gioco sia stato rilasciato 11 anni fa, Skyrim mantiene ancora un certo fascino, impossibile da ignorare.

Il gioco vanta di una mappa open world molto vasta, di un mondo fantasy immersivo e affascinante colmo di città, villaggi, dungeon, caverne…. Inoltre, le condizioni meteorologiche cambiano in base alla zona in cui si trova il personaggio: nelle montagne si riscontreranno bufere di neve, nell’area più paludosa sarà presente molta pioggia, mentre in pianura principalmente è soleggiato. L’esplorazione è quindi una grande componente del titolo, coinvolgente e intrigante. Chiaramente la grafica non è NexGen, ma è comunque apprezzabile.

La missione principale e le varie side-quest sono elementi interessanti e ben strutturati, spalmati su numerose ore di gioco: tuttavia, non possono bastare per far sopravvivere un gioco per 11 anni. Allora, perché Skyrim conta ancora oggi un’enorme community di giocatori? Come ci è riuscito?

Beh, il titolo in questione ha una delle più grandi community di modding della storia dei videogiochi. Su internet sono presenti un’infinità di mod che si possono scaricare per aggiungere luoghi, personaggi, quest. Si può perfino migliorare la grafica. Per questo motivo Skyrim vive ancora e vivrà ancora a lungo.

Skyrim è stato un punto di riferimento per molti videogiochi successivi e continua a essere apprezzato da milioni di giocatori. È un titolo che ha fatto la storia del mondo videoludico, un capolavoro immortale a cui tutti dovrebbero giocare.

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