Tra fughe negli spogliatoi e ricorsi FIFA: il trionfo dei Leoni della Teranga a Rabat potrebbe trasformarsi in una clamorosa sconfitta a tavolino.

di Hajar Qacem

La finale della Coppa d’Africa 2025 non è affatto terminata con il triplice fischio e i festeggiamenti. Mentre Dakar esplode di gioia e i Leoni della Teranga portano il trofeo in passerella al palazzo presidenziale, a Rabat l’atmosfera è di pura battaglia legale. Il verdetto sportivo dice Senegal, ma il regolamento CAF (Confederazione Africana di Calcio) potrebbe ribaltare tutto, trasformando il trionfo di Sadio Mané in un incubo burocratico. Il Marocco ha ufficialmente annunciato un ricorso alla CAF e alla FIFA chiedendo di ribaltare l’esito del match, puntando il dito contro un episodio che ha del surreale: il ritiro temporaneo dal campo della squadra senegalese durante i tempi regolamentari.

Cos’è successo durante la partita?

Tutto è precipitato al 92esimo minuto. Dopo un gol annullato dall’arbitro a Sadio Mané per un fallo millimetrico, l’arbitro assegna un rigore al Marocco dopo il controllo del VAR. È la scintilla che scoppia.

Per protesta contro quella decisione, l’allenatore Pape Thiaw ha ordinato ai suoi giocatori di abbandonare il rettangolo verde. Per quasi quindici minuti il Senegal è rimasto nel tunnel degli spogliatoi, lasciando il solo Mané in campo nel disperato tentativo di evitare il forfait immediato. Solo dopo lunghe mediazioni la squadra è rientrata, Brahim Diaz ha fallito il rigore con un “cucchiaio” bloccato da Mendy e ai supplementari Pape Gueye firma lo 0-1 che regala la coppa ai Leoni della Teranga.

La Rabbia del Marocco e il Ricorso Legale

Il Marocco non ci sta. La Federcalcio marocchina ha ufficialmente annunciato un ricorso d’urgenza alla CAF e alla FIFA. L’accusa è pesante: il ritiro temporaneo del Senegal avrebbe alterato psicologicamente la partita.

Secondo gli analisti e i giornalisti locali, come Adel Rahmouni, il comportamento dello staff tecnico senegalese è stato “provocatorio e antisportivo”, aggravato dalle tensioni sugli spalti che hanno portato al ferimento di addetti alla sicurezza e fotografi.

Tuttavia, il regolamento della competizione parla chiaro e non ammette interpretazioni emotive. Gli articoli 82, 83 e 84 del codice CAF stabiliscono che qualsiasi squadra che si rifiuti di giocare o abbandoni il campo senza l’autorizzazione dell’arbitro deve essere considerata sconfitta per 3-0 e squalificata definitivamente. Gli esperti legali e molti osservatori sottolineano come l’arbitro avrebbe dovuto fischiare la fine nel momento stesso in cui il Senegal ha varcato la soglia degli spogliatoi, rendendo di fatto nulla la ripresa del gioco e il successivo gol vittoria.

La Condanna di Infantino

Anche il presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha assistito alla partita, è intervenuto duramente via social. Nonostante avesse premiato i vincitori sul campo, ha poi definito “inaccettabili” le scene viste a Rabat: “Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni giocatori e membri dello staff senegalese. È inaccettabile lasciare il campo in questo modo. Mi aspetto che gli organi disciplinari prendano i provvedimenti opportuni.”

Mentre il Marocco accusa lo staff tecnico senegalese di comportamento provocatorio e antisportivo, il Senegal si difende parlando di arbitraggio scandaloso. La palla passa ora ai tribunali sportivi, che dovranno decidere se confermare il titolo o applicare alla lettera una sanzione che riscriverebbe la storia del calcio africano.

Riuscirà il Senegal a difendere il trofeo conquistato sul campo o il “caso tribunale” regalerà al Marocco una vittoria senza precedenti?

Di Hajar Qacem

Mi piace informarmi costantemente sull`attualità. Non sono sognatrice oziosa, bensì una persona capace di intraprendere misure concrete per realizzare i propri obiettivi. Perciò mi piace condividere le mie scoperte con gli altri per stimolare discussioni interessanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *