di Giada Tinè

Alla chioma nivea di riccioli molli

Alle parole vivaci e ai modi un po’ folli

Alle lenti tonde con le aste d’argento

Alla bicicletta libera per le vie del centro

Al pennarello pronto nella tasca a destra

Allo sguardo perso fuori dalla finestra

Alla giacca arancione e alle scarpette rosse

Alle smorfie giocose e alle buffe mosse

Ai frutti gustati tra un corridoio e l’altro

Alla sua aula, numero novantaquattro:

Anche se il motivo ancora m’affanna

Mi prendo uno spazio, uno dei tanti

Per dedicarlo a lei

che di nome fu Anna

e che ci vide diventar Grandi.

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