di Letizia Rossato
Ognuno ha il proprio posto sicuro.
Può essere un parchetto la sera, in cui si passano le ore a parlare con chi sa ascoltare.
Può essere la musica, quella melodia che ci distrae dal mondo e ci distoglie dalla realtà che ci circonda.
Ma può anche essere un semplice foglio di carta sporcato d’inchiostro. Scritto e riscritto da quelle parole che ci rappresentano, che ci esprimono.
E forse è proprio quel foglietto bianco in cui siamo davvero noi stessi, non quando siamo con gli amici, o con la famiglia. Non quando ci adattiamo agli altri, o ci modifichiamo per piacere a chi non ci conosce.
Forse siamo noi stessi solo quando siamo da soli, a scrivere parole nascoste, che spiegano una realtà solo nostra, e che gli altri non riusciranno mai a vedere davvero.

