Perché One Battle After Another è il film che rappresenta meglio il periodo in cui viviamo?

di Alessandro Nora

Paul Thomas Anderson è un regista e sceneggiatore pluripremiato e uno degli autori più importanti del cinema americano contemporaneo. Una delle caratteristiche principali della sua filmografia è il forte legame tra le storie raccontate e il periodo storico in cui sono ambientate: ogni film non si limita a usare un’epoca come sfondo, ma ne analizza i conflitti, i valori e le contraddizioni. Con Il petroliere, Anderson colloca la vicenda tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, raccontando un’America segnata dalla nascita del capitalismo moderno. In film come The Master, Il filo nascosto e Vizio di forma, il racconto si sposta invece in un periodo che va dall’inizio degli anni Quaranta alla fine degli anni Settanta, un’epoca attraversata da numerosi cambiamenti sociali. Con Boogie Nights, Magnolia, Hard Eight, Ubriaco d’amore e Licorice Pizza Anderson racconta l’America dagli anni Ottanta fino alla fine del secolo, concentrandosi su una società dominata dal successo, dal desiderio e da una diffusa solitudine. Analizzando questo percorso, si può notare come mancasse ancora un film capace di affrontare direttamente il presente. Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) nasce proprio da questa necessità: raccontare il mondo di oggi.

Il film parla di un gruppo di ex rivoluzionari che si riunisce quando un vecchio nemico, dopo sedici anni di silenzio, ricompare e minaccia la figlia di uno di loro (Willa). Il gruppo deve affrontare il pericolo e salvare la ragazza prima che sia troppo tardi. La trama si concentra sulla loro lotta per sopravvivere e proteggere chi è più caro, in un contesto di violenza e tensione.

Paul Thomas Anderson racconta il mondo di oggi dividendo il suo film in tre atti:

1) Il problema che nasce

Il film inizia seguendo un gruppo rivoluzionario che combatte lo Stato attraverso azioni violente e clandestine. All’inizio sembrano uniti e mossi da ideali forti ma presto emergono diversi problemi.

2) Il salto generazionale

Con il salto generazionale, la storia si sposta su chi viene dopo. Questa nuova generazione non ha vissuto direttamente la rivoluzione ma ne subisce le conseguenze. La nuova generazione vive in un mondo segnato dagli errori del passato.

3) Conclusione

Il film nel finale appare molto attuale, perché mostra come le lotte del passato continuino a influenzare il presente. Le nuove generazioni si trovano a fare i conti con un mondo già compromesso, senza certezze e senza veri punti di riferimento. One Battle After Another racconta la difficoltà di credere ancora in qualcosa oggi e il fatto che ogni epoca eredita problemi irrisolti da quella precedente.

Forse l’elemento più riuscito all’interno di questo film è la capacità di trattare diverse questioni attualissime, senza mai essere banale o scontato: inizialmente il film parla di rivoluzione e di cambiamento sociale, del dramma dei migranti, del riscatto femminile dopo secoli di macismo e dei rigurgiti razzisti di stampo neonazista. E quando pensi che la traiettoria sia segnata, Anderson rimescola le carte e porta la storia altrove. All’improvviso il film diventa anche un dramma familiare, tenero e devastante: perché il politico è personale e il personale non è mai stato così politico.

Il film è una devastante Odissea di 162 minuti, durante i quali Anderson cerca di mescolare tutti i temi dell’America contemporanea. Il film risulta apparentemente caotico, confusionario e a volte grottesco, scelte in realtà volute per rappresentare un insieme di stereotipi, idee, stili di vita e persone completamente diverse, collocati in una America che non è mai stata così profondamente scossa come oggi da una profonda crisi dei valori e dei rapporti umani, che porterà necessariamente a radicali cambiamenti.

Colpisce soprattutto il modo in cui il film parla delle nuove generazioni. Willa non viene rappresentata come un’eroina ma come una ragazza che si trova a vivere le conseguenze delle scelte sbagliate degli adulti. Questo linguaggio avvicina il film ai giovani di oggi, che spesso ereditano problemi che non hanno creato.

Un film nasce con molti presupposti: nasce con l’idea di raccontare qualcosa, e questo film lo fa in maniera profonda e originale, senza lasciare dubbi sul messaggio finale.

“Una Battaglia Dopo L’altra” di Paul Thomas Anderson è un capolavoro devastante quanto necessario sulla decadenza morale del mondo occidentale in generale e americano in particolare. Una denuncia che vuole scuotere le coscienze. E ci riesce, mescolando umorismo graffiante, ironia e tanta dolcezza. Imperdibile.

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